Come è nato questo blog? - Pt. 1
La risposta breve: scontrandosi contro le pipeline CI/CD di GitLab. Ma oggi vorrei partire da più lontano.
Self-hosting, primo tentativo⌗
Tempo fa mi ero già imbarcato nel mondo del self-hosting: da appassionato di Linux e tutto ciò che è open-source il passo è breve.
Nota-non-petita
Per chi non dovesse saperlo, il cosiddetto self-hosting è la pratica di gestirsi da soli, su un computer proprio, vari servizi che siamo ormai abituati a farci fornire da aziende ben più grandi.
L’esempio classico è un drive in cloud, come iCloud o Google Drive.
Mi sono divertito parecchio, e mi aveva lasciato una bella sensazione di novità e scoperta continua. Questa scoperta però si portava dientro un costo in termini di impegno mentale, per gestire e mantere tutta l’infrastruttura. In generale la mia mancanza di esperienza (stavo solo iniziando a scrivere codice) non mi dava alcuna sicurezza sulla mia capacità di gestire bene questi servizi.
Da lì a poco quindi ho chiuso tutto, migrando le mie cose sui classici servizi di terzi.
Tranquillità mentale⌗
C’è da dire una cosa importante: non biasimo nessuno, neanche figure tecniche, che non vogliano gestire i propri servizi in autonomia.
Sì, è un processo molto soddisfacente e assolutamente istruttivo. Ma a volte, e forse anche spesso, lo scopo è più importante del mezzo. Avere la garanzia che i propri dati o i servizi su cui contiamo saranno sempre lì pronti ad aspettarci, è il vero valore aggiunto di usare servizi di terzi.
Come mai, allora, il ritorno di fiamma?⌗
Perché appunto, il ritorno di fiamma c’è stato.
Non so più neanche come sia partita, ma una sera torno a casa e mi rimetto a rievocare i ricordi, a chiedermi se a distanza di qualche anno alcune cose siano cambiate. Penso che sia anche una opportunità, dato che sul lavoro dovrò cominciare a occuparmi di DevOps, molto presto. Insomma, tempo un’ora e mi ero rimesso a pianificare come tirare su un server e quali servizi iniziare a installare.
Ma la differenza più importante questa volta è che avevo un nuovo strumento: Tailscale.
Seconda Nota-non-petita
Non voglio farla troppo lunga, e in ogni caso non sono un esperto. Tailscale ti permette di creare una “sottorete” privata, che mette in contatto i dispositivi che registri in modo diretto.
Crea una specie di VPN personale, ed è facilissimo da gestire.
Sentirsi leggeri⌗
Devo dire che è stata una svolta. Basta manovre strane con il router, basta servizi intermedi, basta pagare per un dominio. Soprattutto basta ansie di attacchi al mio piccolo server.
Fondamentale è stato il loro video su come usare Tailscale (termini tecnici warning) in un container sidecar accanto al container del servizio principale, per legarlo a uno specifico dominio della tailnet. Insomma, pura magia.
Comunque tutti i loro video sono consigliatissimi. E lui è un tatone.
Ma quindi il blog?⌗
In tutto questo devo ancora parlare del blog, e di come ci si colleghi tutto questo bel discorso. Ma per questa volta ho parlato già abbastanza. Facciamo che ne riparliamo presto, promesso.